Reality show: piaga sociale o rivoluzione televisiva?
Pubblicato da Elena Redaelli alle 12:54 in Annunci e comunicati, Curiosità, Grande Fratello, Reality, Television, Web/Tech
Reality show: piaga sociale o genere che sta cambiando la Tv, per certe cose anche in meglio?
Vi sono diversi lati positivi del reality, alcuni a favore della rete, altri del telespettatore.
Dal punto di vista economico e della logica di rete:
- i reality costano relativamente poco e permettono la messa in onda di materiale pressoché illimitato (da qui la striscia quotidiana, le quattro ore di diretta durante la puntata serale, l'invasione degli altri programmi e via dicendo).
Ricordate infatti quando, nell’edizione 2004 del Grande Fratello, il concorrente Guido Genovesi è stato squalificato per avere pronunciato una bestemmia in diretta?
Il suo caso è stato affrontato in una puntata ad hoc, che si è tenuta di domenica, anziché di giovedì, andando così a spodestare a sorpresa l’appuntamento con Chi vuol essere milionario di Gerry Scotti.
Tale invasione, all’apparenza dettata da un avvenimento forte (l’esclusione di un concorrente, legata a motivi disciplinari ed etici), si giustifica invece con ragioni legate alla logica della rete.
Canale 5 lo scorso autunno, in piena fascia di garanzia d'ascolto, si trovava al di sotto degli ascolti medi promessi agli inserzionisti dalla concessionaria pubblicitaria Publitalia.
E' così dovuto ricorrere alla sostituzione del quiz con il reality per recuperare il terreno perduto con il deludente rendimento in termini di share della fiction Cuore contro Cuore, poi sospesa. - Passiamo ai telegiornali, che sfruttano letteralmente questo genere televisivo.
Nei loro servizi parlano degli ascolti record dei reality innanzitutto per fare ascolti, catturando il target di riferimento della trasmissione in questione.
Poi danno spazio all’infotainment (e il reality rientra proprio in questa categoria), sull’onda della crescita di ascolti ottenuta progressivamente da Studio Aperto, che dell’infotainment ha fatto il baluardo e il marchio di riconoscibilità del suo Tg durante gli anni di direzione Mario Giordano.
Per i telegiornali, poi, la disponibilità di foto e filmati costituisce uno dei criteri di notiziabilità: il materiale video fornito dai reality è da intendere, in questo senso, come una risorsa inesauribile.
Dal punto di vista dei telespettatori:
- il reality si è contaminato con altri generi. I conduttori dei programmi, e in particolari dei Tg, si sono discostati dal ruolo di impersonali rappresentanti dell’emittente, e hanno introdotto uno stile personale e il dialogo con il telespettatore. Usano il più delle volte un lessico piano e quotidiano, e una sintassi semplice e colloquiale.
- i programmi e i Tg ora incoraggiano la partecipazione del telespettatore, attraverso ad esempio i sondaggi, telefonici o via e-mail, ma anche con l’up-loadandosi in rete (ogni testata e trasmissione ha ora un proprio sito Internet, che fa da vetrina).
Via alla discussione (naturalmente è aperta a tutti)!


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