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Italy's got a talent, Simone Annicchiarico: l'intervista

Elena Redaelli avatar Lunedì 7 Dicembre 2009, 00:34 in Interviste di Elena Redaelli
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Italy's got a talent, Simone Annicchiarico. Il figlio di Walter Chiari, già al timone de La valigia dei sogni su La7, sabato 12 dicembre debutterà su Canale 5 nelle vesti di conduttore del pilota italiano di America's got a talent (per intenderci, il talent show che ha lanciato Susan Boyle). Il merito della scoperta di questo giovane talento va a Maria De Filippi, che insieme al collega Gerry Scotti e al presidente della Sony Rudy Zerby avrà il compito di giudicare i concorrenti in gara. Che Simone ne avrebbe fatta di strada, era già intuibile dall'intervista in ricordo del padre Walter che mi ha rilasciato per Il Giorno nel settembre 2008.
La ripropongo, in attesa del suo gran salto sulle reti del Biscione.

INTERVISTA A SIMONE ANNICCHIARICO

Walter Chiari è stato campione di pugilato, cabarettista, mattatore televisivo, attore cinematografico. E ancora, famoso rubacuori degli anni ’60 e ’70 - capace di fare innamorare dive del calibro di Ava Gardner e Lucia Bosé, più tanti altri flirt mai confermati - nonché primo artista italiano a sbancare all’estero. Ma è stato anche un padre. Un padre che non ha mai dimenticato di avere un fanciullino dentro di sé, rivelandosi così il migliore compagno di giochi per il suo bambino.

A raccontare questa veste inedita del poliedrico Walter Chiari, a 18 anni dalla scomparsa, è proprio il figlio, Simone Annicchiarico.

Ne “Il giovedì”, Walter Chiari ricopre il ruolo di un papà che può vedere il figlio soltanto un giorno alla settimana. Poche ore, durante le quali cerca in tutti i modi di renderlo felice. Tu sei nato otto anni dopo questa interpretazione. E, tra l’altro, sei tornato sui vari set del film per registrare una puntata del tuo programma, “La valigia dei sogni”. Ci sono aspetti in comune tra il Walter giocoso del grande schermo e quello che ti faceva da padre nella vita reale?

Simone Annicchiarico Ero ancora piccolo quando ho visto per la prima volta “Il giovedì”, una delle poche opere cinematografiche in cui ho apprezzato mio padre nelle vesti attore. Trovo molto simile il modo in cui faceva divertire il bambino della storia, che ha il volto di Roberto Ciccolini, e suo figlio otto anni dopo, così come simile era il modo di passare le mani fra i capelli di entrambi. Aveva una maniera tutta sua di alleviare le situazioni spiacevoli.
Da bambino mi faceva fare qualsiasi cosa, credeva infatti che solo sbagliando si può comprendere la differenza tra il bene e il male.

E’ molto diverso il modo di fare cabaret di tuo padre rispetto a quello dei comici di oggi?

Simone Annicchiarico E’ come paragonare scienza e fantascienza.
Innanzitutto gli artisti di oggi non sono passati attraverso l’esperienza della guerra, che, anche se brutta, è stata una palestra di vita. La gente arrivava da un periodo depresso e aveva una grande voglia di ridere. Ma bisognava anche saper fare ridere. In questo mio padre era bravo, intuiva chi si trovava davanti. Si era formato con l’avanspettacolo e aveva conosciuto a sua volta la povertà. I miei nonni, infatti, erano due braccianti pugliesi poverissimi.
Altra differenza non trascurabile, Walter Chiari era un singolo, i comici di oggi sono uno squadrone: quelli dello “Zelig” con i loro tormentoni, quelli della Guzzanti, della Dandini e via dicendo. Un erede di Walter Chiari non c’è.

Faceva ridere anche nella vita?

Simone Annicchiarico Era così anche a casa, anzi, mille volte meglio perché non aveva limiti di tempo. Le donne e gli amici lo adoravano. Pensa che usava i vari premi vinti per fermare le porte.
Lui e mia madre, Alida Chelli, si sono conosciuti sul lavoro da giovani. Faceva ridere anche lei. Quando è morto, nel 1991, ha lasciato tutti felici. Ogni volta che penso a lui non lo faccio con malinconia.

Quanto hai preso da lui dal punto di vista caratteriale?

Simone Annicchiarico Tantissimo, in particolare l’essere sintetico. Walter Chiari non ha mai sprecato il suo tempo. E, se l’ha fatto, l’ha sprecato bene.
nch’io, sul lavoro, cerco esperienze e compagnie altrettanto belle (ci svela che ha rifiutato la proposta di partecipare a un reality, ma non vuole rivelare quale, ndr).

Un anno prima che tu nascessi Chiari fa l’esperienza del carcere. Viene arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di cocaina e inizia per lui una parabola discendente, fino alla sua morte, nel 1991.
Come ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita?

Simone Annicchiarico E’ rimasto sempre uguale, soltanto negli ultimi due anni l’ho trovato più stanco. Era invecchiato, mentre l’Italia intorno a lui stava per essere travolta dall’inchiesta di Mani Pulite. Quando è morto è cambiata l’Italia.
Sulla sua tomba avrebbe voluto scrivere “Non vi preoccupate: tutto sonno arretrato”. Come a dire, nulla in questo mondo è drammatico, si nasce e si muore, ma nell’ambito di questa regola si può anche vivere in maniera rilassata.
Non dava peso agli oggetti, regalava tutto, era molto generoso. Lo è stato anche nella sua morte serena.

Elena Redaelli, Milano

"Un erede di Walter Chiari non c'è", parla il figlio Simone Annicchiarico

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