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Ilaria D'Amico in the Sky e i Campioni del sogno dimenticati.
La cicogna è volata nella redazione di Sky Sport: la conduttrice di punta Ilaria D'Amico è al quinto mese di gravidanza. Il papà è il fidanzato storico, il regista Rocco Attisani, che le sta a fianco ormai da 3 anni.
Se Ilaria D'Amico vola sempre più in alto in the Sky e fa il pieno d'ascolti anche su La 7 con il talk settimanale Exit, non si può dire che abbiano avuto la stessa fortuna i Campioni dimenticati del'omonimo reality su Italia 1, condotto all'epoca proprio dalla D'Amico.
"Campioni, il sogno" ha regalato per un paio d’anni la celebrità a una cittadina di vacanze come tante altre sulla Riviera adriatica. «All’improvviso, in qualunque posto d’Italia mi trovassi, quando nominavo Cervia la gente mi guardava con interesse», ha raccontato a La Stampa Claudio Bertozzi, il presidente del club.
«Il programma in sé non c’entrava niente con il calcio - confessa Romeo Pirini, il responsabile del settore giovanile -. Però c’era un bel movimento, facevamo anche 3 mila spettatori, la gente si ammassava persino contro la recinzione».
Oggi a Cervia non si superano i 200 paganti e la capienza è stata ridotta per le ragioni di sicurezza che fino a tre anni fa nessuno si era accorto che esistessero. Che strano. Stare al centro del mondo era divertente ma è stato come contrarre un mutuo di cui ora si pagano le rate pesanti».
«Tuttavia il danno più grave - prosegue Bertozzi - è che il mondo del calcio qui da noi ce la fa pagare e chissà quando la finirà. Sfottò e insulti in trasferta. Avversari più avvelenati del solito. E se un giocatore cade per un fallo l’arbitro gli dice di alzarsi senza troppe storie perché non ci sono più i riflettori, come è successo a Spagnoli poche settimane fa». Lorenzo Spagnoli è uno dei cinque reduci di quelle due stagioni da calciatori vip.
ANALISI DI "CAMPIONI IL SOGNO"
Campioni – Il sogno è stata forse la scommessa televisiva dell'anno 2004-2005, non immediatamente premiata dagli ascolti e più volte caratterizzata da cambi in corsa, ma sicuramente una delle sperimentazioni più inedite e interessanti in campo di reality show. Ideandolo i suoi autori (tra cui figura anche la conduttrice, Ilaria D’Amico), si erano proposti di immortalare le fatiche calcistiche e il percorso umano di una squadra di dilettanti (rifondata per l’occasione), l’A.S. Cervia 1920, che dal 1972 milita nel girone B del campionato di Eccellenza.
Mediaset, avendo acquisito i diritti d’immagine del Cervia, ha permesso ai telespettatori di Italia 1 di seguire le vicende dei gialloblù per tutta la durata del campionato 2004-05 (il reality è stato riproposto con minore successo anche l'anno successivo, con la conduzione di Davide De Zan: gare casalinghe ed esterne, allenamenti, vita privata dei giocatori. I tre calciatori risultati migliori al termine del campionato hanno avuto come premio la possibilità di aggregarsi al ritiro pre-campionato della stagione 2005-06, di Inter, Juventus e Milan.
Esplicare i meccanismi del reality è alquanto complicato, proprio per i continui cambi nel corso della programmazione, a fronte dello scarso numero di ascolti della prima metà dell’anno (ascolti considerevolmente aumentati dopo la decisione di puntare il reality esclusivamente sul calcio, anziché sulla vita mondana dei calciatori del programma, e dopo l’acquisto di Armando Maradona Junior, uno dei figli dell’ex Pibe de Oro argentino).
Nella prima fase del reality la rosa non era ancora definita e le partite del Cervia non erano trasmesse in diretta. Erano previsti degli highlights quotidiani (trasmessi alle 13.30, in un secondo momento alle 14.30), e due dirette settimanali, entrambe in stile talk show. La prima, durante la quale si commentava la partita del fine settimana, era condotta di lunedì da Ilaria D’Amico, la seconda, in cui si dava la formazione che avrebbe giocato nel match del week-end, da Davide Dezan il venerdì.
Durante la settimana, i telespettatori potevano telefonare o inviare sms per votare i giocatori preferiti, per far sì che fossero direttamente inseriti nella formazione titolare. Nella puntata del venerdì erano resi noti i risultati definitivi, determinando tre giocatori titolari, sugli undici da mandare in campo. I restanti otto, invece, erano decisi dall'allenatore, Ciccio Graziani.
La trasmissione del venerdì, inoltre, si declinava secondo due diversi andamenti, che si alternavano di settimana in settimana: la “puntata nomination” e la “puntata esclusione”. Nella prima, secondo la preferenza dei telespettatori ed il giudizio tecnico dell'allenatore, i due giocatori meno meritevoli erano mandati in nomination. Uno poteva essere salvato dai compagni di squadra, mentre l'altro doveva mettersi alla prova con un candidato esterno, a cui era data la possibilità di prendere il posto del nominato. Nella "puntata esclusione" invece, un concorrente tra i due nominati nello speciale del venerdì precedente, veniva escluso dalla rosa della squadra tramite televoto. I due atleti in collegamento dal campo di allenamento erano sottoposti a diverse prove per dare ai telespettatori ulteriori elementi di giudizio. Chi risultava perdente doveva lasciare la squadra, mentre il vincitore poteva raggiungere i compagni in studio.
Nella puntata del lunedì si parlava, con Ilaria D’Amico, del risultato della partita del fine settimana, e si commentavano le pagelle riferite a ciascun giocatore. Nella seconda fase del programma, invece, essendo ormai la rosa definita, non avvenivano più le sfide con esterni; le partite di campionato erano trasmesse in diretta (come anche le sfuriate di Ciccio Graziani negli spogliatoi); erano disputati match che vedevano i cervesi confrontarsi in amichevoli con squadre di serie A.
Al termine di ciascuna partita (durante la quale le sostituzioni erano decise sempre dal pubblico), un
giocatore fra i gialloblù era insignito della fascia di migliore in campo da una giuria tecnica, e aveva così accesso alla fase finale. Gli undici con la fascetta, alla fine dell’anno, hanno disputato una partita con la compagine All star (formata da vecchie glorie del calcio), e tre di loro, scelti tra i cinque più votati dal pubblico durante la sfida, sono stati scelti rispettivamente dai tecnici di Juventus, Milan e Inter per trascorrere il ritiro estivo con le suddette squadre.
• DINAMICHE FRA GENERI: anche la formula di Campioni contiene innesti di generi differenti. Nel dettaglio: l’informazione (ritrovabile, all’interno del programma, nei collegamenti in diretta ed esemplificata nella figura del giornalista Davide Dezan, inviato a bordo campo, e di Sara Ventura, che si occupava di intervistare i ragazzi e rispettivi parenti al termine di ogni partita), il talk show (la discussione sull’andamento delle partite, diretta dalla conduttrice-moderatrice Ilaria D’Amico, o su un evento specifico accaduto all’interno del convitto, come ad esempio i litigi tra i giocatori o i diverbi tra l’allenatore e i suoi ragazzi), la fiction (di cui il reality propone la scansione narrativa entro cui è inquadrata la ricostruzione di storie personali coronate da un lieto fine, fra cui, ad esempio, quella del giocatore Lorenzo Spagnoli, prossimo al matrimonio, o quella del portiere Davide Bertaccini, in attesa di un figlio dalla moglie), il varietà (di cui è mimato il meccanismo di collegare o contrapporre momenti diversi della trasmissione), il game show (prove sostenute dai cervesi per dare ulteriori elementi di valutazione agli spettatori nello scegliere chi salvare dei nominati o chi mandare in tribuna, in occasione delle partite di campionato), e la Tv-verità (l’attribuzione al telespettatore di un ruolo attivo. Infatti, il pubblico decreta chi eliminare tra i concorrenti in nominations; a quali giocatori, di settimana in settimana, dare l’opportunità della maglia da titolare durante il campionato; chi sostituire durante il secondo tempo delle amichevoli e, alla fine del programma, chi sono i cinque meritevoli fra cui i tecnici di Juve, Milan e Inter possono operare la loro scelta).
• SPAZIALIZZAZIONE: lo spazio di Campioni si divide in quattro ambienti principali (poi ridotti a tre dagli autori, per far fronte allo scarso seguito di pubblico del reality nella sua prima fase. L’eliminato è il pub “L’Idroscalo”): lo stadio, sede delle partite casalinghe della squadra e degli allenamenti; il convitto, situato nel centro di Milano Marittima, che ospitava i ragazzi della rosa; “L’Idroscalo”, il disco-pub nel centro di Milano Marittima che per qualche tempo è stato teatro delle serate dei cervesi in libera uscita; lo studio televisivo, all’interno del parco giochi “Mirabilandia” della vicina Savio di Ravenna, che ospitava la puntata del lunedì pomeriggio (alla quale partecipavano ospiti, familiari, oltre alla squadra e allo staff tecnico e societario).
• TEMPORALIZZAZIONE: Campioni è a metà strada tra i meccanismi del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi. La quotidianità dei cervesi costituisce un flusso, ma solo quando si tratta nello spazio del convitto (assiepato di telecamere come la casa del Gf), dello studio (tant’è vero che un giocatore, Christian Arrieta, è stato immortalato in diretta mentre gli sfuggiva una bestemmia) e del campo (nel momento in cui le partite diventano trasmesse in diretta). I restanti momenti (allenamenti, libere uscite, ecc.) sono frutto di un’accurata selezione e montaggio da parte dei tecnici. Le puntate quotidiane danno, in ogni caso, sempre l’impressione di poter controllare l’evento.
• PUNTI DI VISTA: nel caso degli highlights, l’osservatore che guida il telespettatore non è scorto da quest’ultimo, e ne seleziona e limita la visione, che coincide dunque con l’entità produzione; nel caso del convitto, l’enunciatario-pubblico vive in una condizione di continua soggettiva, è un osservatore eternamente prossimo e presente, e mai partecipante.
NB Materiale con copyright tratto dalla tesi di laurea di Elena Redaelli, dal titolo Il circuito informativo tra telegiornale e reality show
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