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Milano: il nuovo rito dell'happy hour low cost

Elena Redaelli avatar Lunedì 14 Settembre 2009, 23:29 in Inchieste di Elena Redaelli
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La Milano «da bere», si sa, si accende dopo le sette di sera. Dopo il tramonto è un vero e proprio assalto ai locali della cerchia dei Bastioni (corso Vittorio Emanuele, piazza san Babila, via Manzoni, Brera, i Navigli), ma anche a zone meno centrali che sono state riqualificate negli ultimi anni (Largo La Foppa, viale Pasubio, Corso Como). Obiettivo, prendere parte al rito dell’aperitivo.

Chi però conosce in prima persona le ristrettezze della «generazione 1000 euro» (soprattutto studenti squattrinati e lavoratori precari) ha imparato come la capitale meneghina offra anche opportunità di divertimento «low cost».

E’ così che, sempre dopo le ore 19, a essere affollati quanto bar e ristoranti sono i supermercati dei quartieri universitari (il «Gs» di Piola, vicino al Politecnico; l’«Esselunga» di viale Papiniano, in zona Cattolica; il «Pam» di viale Sabotino, a due passi dalla Bocconi). Per i trentenni andati a vivere da soli, la spesa serale offre l’occasione di incontrare un’umanità con gli stessi problemi di «sopravvivenza quotidiana». E attaccare bottone con l’altro sesso, specie a ridosso delle casse, si trasforma in un’impresa molto più semplice ed economica che lanciarsi nel rimorchio per discoteche.

Se proprio non si vuole rinunciare al rito dell’«happy hour», i locali più gettonati sono quelli con vista sull’Arco della Pace: per citarne uno, il «Bhangra bar» di corso Sempione 1, dove tra le ore 18.30 e le 21.30 si può fare la spola al buffet e rimpinzarsi spendendo solo 7 euro. Sta prendendo sempre più piede anche il rituale dell’aperitivo nei baretti cinesi di via Paolo Sarpi, dove i cocktails costano appena 4 euro.

Per chi invece predilige le cene tradizionali, ci sono ristoranti che offrono menù completi a 15 euro (il «Brutto anatroccolo» di via Torricelli 3, in zona Navigli; l’«Arci Bellezza» di via Bellezza 16, dietro la Bocconi; il «Tempio d’oro» di via Delle Leghe 23). E per chi non vuole saltare nemmeno il dopocena, i locali più pittoreschi e al contempo economici rimangono quelli sui Navigli (al «Sud» di via Corsico 5, per esempio, si può bere una birra media spendendo 4 euro). Orientarsi nella Milano «da bere» con uno stipendio da mille euro è un’avventura ancora possibile.

*Articolo pubblicato su il quotidiano Il Giorno l'1 ottobre 2008

Vademecum di sopravvivenza per la generazione 1000 euro: intervista allo scrittore Francesco Gungui

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2 commenti
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24 Nov 2008
alle 02:25

Elena

Grazie Francesco! A presto

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07 Nov 2008
alle 14:56

Francesco Fàngani

Ciao Elena! Era da un po' che non commentavo e non leggevo i tuoi articoli... Mi è piaciuto molto leggere quest'inchiesta che offre un pezzo di un Milano davvero interessante! A presto

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