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Milano, l'estate ai tempi della "Generazione 1000 euro": da precari a cat sitter

Elena Redaelli avatar Giovedì 20 Agosto 2009, 12:44 in Inchieste di Elena Redaelli

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MILANO. Precari al lavoro e precari in vacanza a Milano. Entrambi casi di forza maggiore, legati alla scadenza di un contratto a termine.

Se un tempo le ferie estive rappresentavano per i giovani un viaggio dall’incertezza legittima e con data di scadenza, ormai, per la "Generazione 1000 euro", si sono trasformate in un’esperienza di cui non si conosce bene né l’inizio né la fine.

Due le tendenze principali che interessano i precari milanesi nel mese d’agosto: c’è chi in città vi si è trasferito per lavoro e che, a causa del «Chiuso per ferie» della propria azienda, fa triste ritorno al paese d’origine, a casa dei genitori (e se è fortunato riesce a concedersi qualche giorno di vacanza low cost); c’è poi chi rimane nel capoluogo meneghino per lavorare, o peggio, perché non ha altro posto dove andare. In tal caso la città come accoglie questi “vacanzieri” forzati? Insospettabilmente, rendendosi più accogliente e offrendo punti di svago inusuali.

A descrivere questo lato inedito del capoluogo lombardo è un milanese doc, Alessandro Rimassa, giornalista e autore televisivo 34enne. Dopo avere dato voce alla «Generazione mille euro» nell’omonimo best seller Rizzoli del 2006 - divenuto manifesto esistenziale dei precari (e lo scorso aprile approdato anche sul grande schermo grazie al film di Massimo Venier ) - Rimassa, ancora una volta insieme ad Antonio Incorvaia, è tornato in libreria con una guida dedicata ai 100 lavori più richiesti, «Jobbing» (Sperling e Kupfer). E ogni mercoledì, alle ore 15.45, sulla «Tv mobile» di La3 conduce un programma sempre dedicato alle professioni italiane più nuove e ricercate.

Precario al lavoro o in vacanza a Milano: si può sopravvivere?
«In agosto la città è più vivibile. Si svuota, ma non mancano i luoghi di aggregazione. Non parlo soltanto delle piscine all’aperto, ma anche dei numerosi parchi, che non costano nulla: il parco Sempione, i giardini di Porta Venezia, il Parco Nord, a Cinisello Balsamo, e il Parco di Brenno, a sud. Milano è una fra le metropoli più verdi d’Europa».

Nei mesi estivi come possono arrotondare i precari milanesi?
«Riciclandosi come dog-sitter o cat-sitter. C’è anche chi lo fa di mestiere. Prendersi cura di un gatto in assenza dei suoi proprietari, portargli da mangiare e da bere e pulire la sua cassettina può rendere dai dieci ai quindici euro l’ora. Il mio consiglio è però di impiegare i momenti morti come quello estivo soprattutto per studiare e informarsi. E’ indispensabile essere proattivi: prepararsi per poi proporsi alle aziende con idee nuove. Nel settore del lusso, per esempio, si è affermata da poco la figura del personal shopper. Senza contare tutte le neonate figure collegate alla moda, alla creatività e al design - come il graphic designer, l’industrial designer e l’internal designer – e ancora il wedding planner, il travel designer, il personal decider e l’event manager».

L’intraprendenza premia insomma anche in tempi di crisi?
«Bisogna sempre chiedersi: se non trovo il lavoro per me lo sto cercando davvero nella maniera giusta? Il curriculum vitae spedito a caso a centinaia di indirizzi e-mail diversi non serve a niente, le proposte concrete invece sì. Lo spirito d’iniziativa paga sicuramente. E l’estate in questo senso porta consiglio, permette di staccare e reinventarsi. Se poi si ha un contratto a termine in scadenza, offre l’occasione di guardarsi in giro con più calma e attenzione».

E se non è un’estate da precario, ma addirittura da disoccupato?
«Bisogna imparare a fare un passo indietro. Ci sono una serie di lavori che i giovani milanesi ultimamente sembrano avere snobbato, come l’inserviente nei fast food. Eppure può essere un buon salvagente. E se si parla un minimo d’inglese, non è poi da escludere un lavoro estivo a Londra. In 48 ore un impiego in un ristorante o in un bar lo si trova. L’importante è non restare fermi a guardare».

* Elena Redaelli - Pubblicato sul quotidiano Il Giorno martedì 18 agosto 2009

Nella foto, Carolina Crescentini e Alessandro Tiberi nel film Generazione mille euro di Massimo Venier


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2 commenti
2
01 Set 2009
alle 11:57

Rosario

Mille euro???Ma quando mai!!!

Generazione 700/800 euro...

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21 Ago 2009
alle 12:46

Marco B.

in 48 ore un lavoro lo trovi a Londra? in un bar??? vorrei avere un pound per ogni volta che l'ho sentita. Mi sto trasferendo adesso dall'Inghilterra avendo pure io finito il contratto ma avendo trovato un altro posto da ricercatore. Ho lavorato in UK per un anno e passato qui dal 2002 al 2006 4 anni di dottorato. Vedendo quallo a cui vanno incontro gli italiani che cercano a Londra (la visito regolarmente), il mio consiglio e' di star bene lontani dalla capitale. Costosissima ed inflazionata di gente che insegue il "british dream". Aggiungo che fino al 2004 era dura a Londra ma il lavoro altrove abbondava e come lavapiatti mettevi pure soldi da parte. Oggi ti scontri con l'invasione dall'Est (UK=Poland2) che e' ben radicata (c'e' chi ritorna dopo aver fatto soldi ormai) e soprattutto col "credit crunch" che rende difficile trovar lavoro pure agli autoctoni. Provare per credere.

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