Quando il marketing infesta la fiction
Pubblicato da Elena Redaelli alle 15:39 in Curiosità, Fiction
Spiego più nel dettaglio quello che avevo cercato di illustrare mercoledì sera durante il collegamento radiofonico a Radio Playa: come si sceglie il soggetto per una fiction. Ne avevo parlato mesi fa anche su Nonsoloblog.
Il primo passo per una fiction di successo è quello di individuare un target (pubblico), che sia il più ampio possibile. Poi, attraverso delle ricerche di marketing di tipo qualitativo (interviste a tu per tu, focus group ecc), si vanno a individuare i ricordi più intensi dell'attuale generazione di giovani (ad esempio l'omicidio Falcone e Borsellino) e delle altre fasce d'età, riferendosi sempre a ricordi giovanili. Durante l'adolescenza si forma infatti la nostra predisposizione al consumo mediale.
E la fiction a tavolino è presto fatta! Per avere un prodotto di successo, infatti, basta prendere per tema un ricordo transgenerazionale, che accontenti tutti, o trattare un ricordo di una generazione specifica in modo che interessi anche le altre.
Vi faccio un elenco di questi "ricordi" generazionali:
- Giovani Anni '60: Giovanni XXIII, Kennedy, Pelé, Cassius Clay, ecc
- Giovani Anni '70: legge sull'aborto, Sandokan, Mohammed Alì
- Giovani Anni '80: Strage di Bologna, Spagna '82, Paolo Rossi, Platinì
- Giovani Anni '90: Omicidio Falcone e Borsellino, morte Senna, cattura Totò Riina
Come potete notare, in questo elenco vi sono le fiction e i film di successo degli ultimi anni. Su questo tipo di indagini si basa anche Hollywood.
Le ricerche di marketing si effettuano per stabilire il grado di popolarità degli attori che andranno a ricoprire la parte dei protagonisti in tali fiction. Ma, per quanto riguarda questo argomento, vi rimando a un post successivo.
(Avevo accennato qualcosa in proposito in un post su Claudia Pandolfi).
Il prodotto, a riprese terminate, viene ulteriormente testato su un campione. E viene testato anche dopo la messa in onda, per comprendere i motivi profondi per cui ha avuto successo o meno tra i telespettatori.
Insomma, il marketing infesta la fiction e svilisce il lavoro dei suoi autori. E costruire una fiction per fare ascolti a volte non paga in qualità.






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