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Milano, generazione 1000 euro al contrattacco (anche al cinema): da dipendenti a intraprendenti

Elena Redaelli avatar Martedì 27 Gennaio 2009, 21:41 in Interviste di Elena Redaelli
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MILANO Personal shopper, wedding planner, travel designer, personal decider, event manager. A sorpresa sono queste le professioni del futuro, sicuramente figlie di un mercato che sta cambiando, ma anche di una maggiore intraprendenza individuale, incoraggiata dalla crisi economica. Dopo avere dato voce alla «Generazione mille euro» nell’omonimo best seller pubblicato nel 2006 per Rizzoli, Alessandro Rimassa e Antonio Incorvaia tornano in libreria con una guida dedicata ai 100 lavori più nuovi e richiesti. Il volume, in libreria dal 17 febbraio, si intitolerà «Jobbing» e sarà pubblicato da Sperling e Kupfer.

Ad anticipare i contenuti dell’opera - dedicata a chi cerca impiego, lo vuole (o lo deve) cambiare, oppure è indeciso su quali studi intraprendere - è il milanese Alessandro Rimassa, classe 1975, giornalista e autore televisivo.

Dopo un romanzo di straordinario successo (che dal 24 aprile approderà anche al cinema, per la regia di Massimo Venier e con protagonisti Carolina Crescentini e Alessandro Tiberi, qui l'intervista a Venier) siete autori di un saggio. Come è nata l’idea di «Jobbing»?

Rimassa «Ci è sembrata la continuazione ideale di “Generazione mille euro”. In questi tre anni, nei tanti incontri universitari di cui siamo stati relatori, Incorvaia ed io ci siamo resi conto di come i giovani non abbiano molta idea dei lavori che vanno a intraprendere o per cui studiano. “Jobbing” è dotato di 100 schede - raggruppate in categorie come Marketing, Comunicazione, Creatività, Moda, ecc. - , ciascuna delle quali incentrata su una professione: formazione consigliata, opportunità di carriera, retribuzione e tendenze di mercato a livello italiano ed europeo. Concludono il libro due appendici su come scrivere il curriculum vitae e sostenere un colloquio di lavoro. Cosa è emerso dalle nostre ricerche? Da una parte i lavori tradizionali si sono rinnovati per via della tecnologia, dall’altra si sono imposti lavori inconsueti, alcuni provenienti direttamente dagli Usa».

Quali sono i profili più originali che arrivano dall’America?

Rimassa «Tutti quelli legati al mondo del turismo, della moda e del lusso: personal shopper (consulente agli acquisti e consigliere di stile), wedding planner (organizzatore di matrimoni, a partire da un budget indicato dal cliente), travel designer (agente di viaggio per clientela di alto livello), personal decider (organizzatore del tempo libero del cliente), event manager ed event designer (due figure che si occupano in maniera complementare della comunicazione di un prodotto). Ci sono poi vecchie professioni che hanno assunto un inquadramento inedito: per esempio il vetrinista tradizionale si è trasformato in visual merchandiser, che si occupa di come esporre le merci all’interno dei negozi.

A Milano quali sono le professioni di tendenza?

Rimassa «Nel settore del lusso il personal shopper, figura a cui sono dedicate ben 15 agenzie. E’ richiesto soprattutto dalla clientela araba e non ha soltanto il compito di guidare i suoi assistiti in un tour per il quadrilatero della moda. Se è particolarmente fidato, si occupa personalmente di acquistare vestiti e altri oggetti e di farli trovare in albergo. Poi ci sono tutte le figure collegate alla moda, alla creatività e al design, come il graphic designer, l’industrial designer e l’internal designer. Vanno infine per la maggiore le professioni legate al mondo dell’economia e della finanza, così come rimangono intramontabili quelle orientate alla vendita (l’agente rappresentante e il promotore finanziario, ma anche il brand manager, che si occupa di costruire e far affermare la marca aziendale)».

La crisi economica che tipo di impatto avrà sul mercato del lavoro italiano?

Rimassa «Ci costringerà a diventare imprenditori di noi stessi e a passare dal lavoro dipendente al lavoro “intraprendente” (espressione coniata dal giornalista Walter Passerini per la prefazione al libro, ndr). Bisogna approfittare di questo momento per imporsi con maggiore slancio e creatività. Anche perché, quando sarà tornato il sereno, le aziende lanceranno sul mercato progetti nuovi e ci saranno maggiori possibilità per la nostra generazione. Però non facciamoci strane illusioni: i contratti resteranno precari. Per essere competitivi la flessibilità è sicuramente indispensabile, ma in Italia non abbiamo interventi statali a supporto e soprattutto non c’è trasparenza nel mercato del lavoro».

Elena Redaelli- articolo pubblicato sul quotidiano Il Giorno il 21-1-2009

"Generazione 1000 euro", il film: intervista "dolceamara" a Massimo Venier


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