Il gossip TV cucinato da una under 30 ;)
Cresce la Facebook mania a Milano. In migliaia hanno partecipato al primo raduno degli iscritti milanesi alla nota comunità virtuale, avvenuto ieri mercoledì 22 ottobre, dalle ore 20 alle 4, alla discoteca LimeLight.
La prima data ipotizzata, quella dell’8 all’Alcatraz, è saltata per motivi di ordine pubblico. Facile intuire quali siano le ragioni: oltre 33mila gli internauti che su Facebook avevano data per certa la loro partecipazione all’evento, 60mila quelli «in forse». Il tutto a fronte delle appena (si fa per dire) 3000 persone che la discoteca può contenere. La Questura, per ragioni di sicurezza, ha consigliato gli organizzatori di posticipare la festa e di renderla accessibile attraverso prevendite. La festa al LimeLight è invece avvenuta senza alcun tipo di disordine, anzi. Vi ha preso anche parte il presidente del Consiglio comunale di Milano, Manfredi Palmeri.
Gli organizzatori del raduno sono tre giovani milanesi, naturalmente iscritti a Facebook. «Sono entrato a far parte del network a maggio - ha raccontato Cristian Tamma, 26 anni, Pr per hobby - Mi ha subito conquistato. In particolare mi piaceva molto l’idea di riallacciare rapporti con vecchi amici e conoscere nuova gente. Da qui la decisione di organizzare un vero e proprio raduno».
Iniziative analoghe stanno fiorendo in tutta Italia. La possibilità di instaurare amicizie senza confini è uno dei punti di forza di Facebook, 132 milioni di visitatori in tutto il mondo. Fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, uno studente di Harvard all’epoca 19enne, inizialmente questo social network (letteralmente «rete sociale») veniva utilizzato dagli universitari americani per rintracciare vecchi compagni di studi e condividere esperienze. Dal 2006 il sito è stato aperto a tutti i navigatori del Web, diventando così una rete sociale trasversale. Si parla di 4,7 milioni di iscritti in tutta Italia.
Per iscriversi sono richiesti nome, cognome, data di nascita, un indirizzo e-mail e una password. Una volta creato il proprio spazio virtuale, si va ad arricchire il profilo personale con foto, video e informazioni secondarie, che a scelta dell’utente possono essere visualizzate solo dagli amici o da tutti gli internauti di Facebook. La fase successiva consiste proprio nello stringere amicizia: i conoscenti sono rintracciabili - attraverso appositi motori di ricerca - a partire dal loro nome e cognome o da un indirizzo e-mail. O ancora, andando a curiosare tra gli amici degli amici. Un modo per non perdere contatti che altrimenti andrebbero irrimediabilmente perduti o per crearne di nuovi. E grazie agli aggiornamenti di stato, il navigatore curioso scopre che un conoscente ha avuto una pessima giornata al lavoro o ha interrotto una relazione. Le richieste di amicizia indesiderate possono venire ignorate.
C’è però una questione importante che interessa una rete sociale come Facebook: il problema della privacy. Negli Usa e in Gran Bretagna, per esempio, sono sempre di più i responsabili della selezione nelle aziende e nei college che, sotto mentite spoglie, fanno amicizia con i candidati per dare una sbirciata ai loro profili. «Il concetto di privacy sta cambiando - ha detto David Weinberger, il noto guru Usa della rete, professore ad Harvard, che è approdato a Milano per partecipare alle iniziative di “Codice Internet” - . Non esiste ad oggi una regolamentazione specifica che riguardi i social network, deve quindi prevalere il buon senso. Andare a curiosare nel profilo di un’altra persona, per ora, è paragonabile ad ascoltare una conversazione di due sconosciuti per strada: la legge non lo proibisce».
Il business di Facebook, tra l’altro, consiste proprio nel vendere informazioni demografiche (per quanto anonime) e di comportamento on line alle aziende. Considerando il successo planetario del sito, però, sembra che tra gli internauti - almeno per ora - a prevalere non sia la paura per i propri dati personali messi alla berlina, bensì la voglia di aggregarsi a ogni costo.
(Foto Blogosfere) *Articolo pubblicato su il quotidiano Il Giorno il 19 ottobre 2008
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