Il gossip TV cucinato da una under 30 ;)
Walter Chiari è stato campione di pugilato, cabarettista, mattatore televisivo, attore cinematografico. E ancora, famoso rubacuori degli anni ’60 e ’70 - capace di fare innamorare dive del calibro di Ava Gardner e Lucia Bosé, più tanti altri flirt mai confermati - nonché primo artista italiano a sbancare all’estero. Ma è stato anche un padre. Un padre che non ha mai dimenticato di avere un fanciullino dentro di sé, rivelandosi così il migliore compagno di giochi per il suo bambino.
A raccontare questa veste inedita del poliedrico Walter Chiari, a 17 anni dalla scomparsa, è proprio il figlio, Simone Annicchiarico. Questa sera, sabato 20 settembre, il conduttore televisivo di La7 sarà a Milano, al cinema “Gnomo” di via Lanzone, per presentare uno degli appuntamenti della rassegna “Padri e figli”, dedicata ai registi Dino (scomparso nel 2008) e Marco Risi. Per l’occasione, alle ore 20, sarà proiettato “Il giovedì”, girato nel 1963.
Ne “Il giovedì”, Walter Chiari ricopre il ruolo di un papà che può vedere il figlio soltanto un giorno alla settimana. Poche ore, durante le quali cerca in tutti i modi di renderlo felice. Tu sei nato otto anni dopo questa interpretazione. E, tra l’altro, sei tornato sui vari set del film per registrare una puntata del tuo programma, “La valigia dei sogni”. Ci sono aspetti in comune tra il Walter giocoso del grande schermo e quello che ti faceva da padre nella vita reale?
Simone Annicchiarico Ero ancora piccolo quando ho visto per la prima volta “Il giovedì”, una delle poche opere cinematografiche in cui ho apprezzato mio padre nelle vesti attore. Trovo molto simile il modo in cui faceva divertire il bambino della storia, che ha il volto di Roberto Ciccolini, e suo figlio otto anni dopo, così come simile era il modo di passare le mani fra i capelli di entrambi. Aveva una maniera tutta sua di alleviare le situazioni spiacevoli. Da bambino mi faceva fare qualsiasi cosa, credeva infatti che solo sbagliando si può comprendere la differenza tra bene e male.
E’ molto diverso il modo di fare cabaret di tuo padre rispetto a quello dei comici di oggi?
Simone Annicchiarico E’ come paragonare scienza e fantascienza. Innanzitutto gli artisti di oggi non sono passati attraverso l’esperienza della guerra, che, anche se brutta, è stata una palestra di vita. La gente arrivava da un periodo depresso e aveva una grande voglia di ridere. Ma bisognava anche saper fare ridere. In questo mio padre era bravo, intuiva chi si trovava davanti. Si era formato con l’avanspettacolo e aveva conosciuto a sua volta la povertà. I miei nonni, infatti, erano due braccianti pugliesi poverissimi. Altra differenza non trascurabile, Walter Chiari era un singolo, i comici di oggi sono uno squadrone: quelli dello “Zelig” con i loro tormentoni, quelli della Guzzanti, della Dandini e via dicendo. Un erede di Walter Chiari non c’è.
Faceva ridere anche nella vita?
Simone Annicchiarico Era così anche a casa, anzi, mille volte meglio perché non aveva limiti di tempo. Le donne e gli amici lo adoravano. Pensa che usava i vari premi vinti per fermare le porte. Lui e mia madre, Alida Chelli, si sono conosciuti sul lavoro da giovani. Faceva ridere anche lei. Quando è morto, nel 1991, ha lasciato tutti felici. Ogni volta che penso a lui non lo faccio con malinconia.
Quanto hai preso da lui dal punto di vista caratteriale?
Simone Annicchiarico Tantissimo, in particolare l’essere sintetico. Walter Chiari non ha mai sprecato il suo tempo. E, se l’ha fatto, l’ha sprecato bene. Anch’io, sul lavoro, cerco esperienze e compagnie altrettanto belle (ci svela che ha rifiutato la proposta di partecipare a un reality, ma non vuole rivelare quale, ndr).
Un anno prima che tu nascessi Chiari fa l’esperienza del carcere. Viene arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di cocaina e inizia per lui una parabola discendente, fino alla sua morte, nel 1991. Come ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita?
Simone Annicchiarico E’ rimasto sempre uguale, soltanto negli ultimi due anni l’ho trovato più stanco. Era invecchiato, mentre l’Italia intorno a lui stava per essere travolta dall’inchiesta di Mani Pulite. Quando è morto è cambiata l’Italia. Sulla sua tomba avrebbe voluto scrivere “Non vi preoccupate: tutto sonno arretrato”. Come a dire, nulla in questo mondo è drammatico, si nasce e si muore, ma nell’ambito di questa regola si può anche vivere in maniera rilassata. Non dava peso agli oggetti, regalava tutto, era molto generoso. Lo è stato anche nella sua morte serena.
Per assistere alla proiezione al cinema “Gnomo” è obbligatorio effettuare la prenotazione, connettendosi al sito www.la7.it/settembrecinema. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. L’iniziativa rientra nella rassegna “Milano Settembre Cinema”, promossa dall'Assessorato al Tempo Libero del Comune, in collaborazione con LA7. Nell’ambito della serata l’assessore Giovanni Terzi annuncerà che Milano, nel 2009, dedicherà a Walter Chiari una retrospettiva curata dal critico Tatti Sanguineti.
Articolo pubblicato sul quotidiano "Il Giorno" del 20 settembre 2008 (qui in versione integrale)
Seguo Simone nella valigia dei sogni, ragazzo molto preparato, bello ed intelligente, mi chiedo perchè non fa films
ho seguito ieri sera il costanzo show, dove era invitato simone annicchiarico. La persona di walter chiari è stata evocata e resa presente dal figlio, in un racconto stringato, nitido, pulito, pulito come questo ragazzo che risparmiava il nome dell'amante del padre e ricordava i possibili figli non noti di tanto latin lover. Una boccata d'aria pura, ricordi di un uomo fuori del comune, dalla voce di un degno erede.
"Questa è la mia terra": Roberto Farnesi saluta le fidanzate lolite e si riscatta …
Michelle Hunziker fidanzata con Timothy Snell? Il suo avvocato smentisce
The Oc, dal telefilm alla realtà: Mischa Barton tenta il suicidio
Quarta stagione in crisi d'ascolti, Ugly Betty va in pensione anticipata
Psicodramma ad Amici 9: Enrico lascia il programma per salvare la fidanzata Elena
alle 22:10
Laura
Ho seguito anch'io la valigia dei sogni, incantata dal prologo id questo bel ragazzo mio coetaneo, che poi scopro essere figlio di un grande uomo. Auguri Simone per tutto ciò che desideri dalla vita.