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Prison break: cresce l'adrenalina per la 3.a stagione

Elena Redaelli avatar Martedì 13 Maggio 2008, 01:48 in Serie Tv Usa di Elena Redaelli

Cresce l'attesa per la terza stagione della serie adrenalinica per eccellenza. Prison Break è (almeno per quanto riguarda la prima season) il racconto della preparazione di un’evasione. Se Lost racconta le vicende di personaggi costretti alla convivenza forzata su un’isola, Prison Break dipinge una convivenza altrettanto problematica tra detenuti (le analogie tra le due serie si fermano qui, oltre al ricorso strutturale ai flashback, che in Prison Break servono a spiegare alcune incomprensibili azioni di Scofield in carcere).

Nel protagonista, Michael Scofield, c’è molto dell'antesignano mitico Prometeo: l’ingegno; la trasgressione nei confronti del divino (che nella serie è rappresentato dalla volontà della Compagnia); l’essere un uomo della Provvidenza baconiana, sempre pronto a intervenire con il giusto espediente (il più arguto di tutti, l’essersi fatto tatuare sul corpo la pianta della prigione da cui vuole far evadere il fratello, insieme ad alcune formule chimiche che utilizzerà nel corso della storia). Come Prometeo, Scofield è artefice (positivo) del destino degli uomini che lo circondano. Ma pur essendo capace di prevedere gli eventi come il figlio di Giapeto, neanche Michael riesce a opporsi alla “volontà divina” (la Compagnia), che fa condannare suo fratello a morte.

Lincoln Burrows è proprio quell’Epimeteo che si rende conto a posteriori, dopo avere patito. Che Burrows sia un personaggio problematico, nonostante l’innocenza, emerge in particolare dall’episodio 16 della prima stagione della serie, Amore fraterno (titolo originale, Brother’s Keeper: ovvero, Il guardiano del fratello, un riferimento biblico alla Genesi 4:9, quando Caino, interrogato dal Signore su dove si trovi Abele, risponde “Sono forse il guardiano di mio fratello?”). La puntata 16 è costituita da un lungo flashback che ci illumina riguardo al passato di alcuni personaggi, tra cui appunto Lincoln: tre anni prima dell’inizio della storia Michael ha una discussione con il fratello, assediato dai debiti. Proprio per pagarne uno che ammonta a 90mila dollari, Lincoln decide di uccidere Terence Steadman (fratello del vicepresidente Usa). Prima del folle gesto chiama Michael, che però non gli risponde. Quando entra nel garage e sta per premere il grilletto, Lincoln scopre che Steadman è già morto (Lincoln, a insaputa di Michael, si è procurato quei 90mila dollari per pagare gli studi del fratello).

Nella coppia fraterna composta da Michael – Lincoln, così come in quella formata da Prometeo – Epimeteo, si dispiegano le due opposte e complementari attitudini della mente umana: impulsività e riflessione, cecità e provvidenza.

Anche in Prison Break c’è una Pandora moderna, che crea nella vita dei due fratelli un’irrimediabile cesura fra un passato mitico felice e un presente doloroso: si tratta del vicepresidente donna degli Stati Uniti, Caroline Reynolds, che solleva metaforicamente il coperchio del vaso mitico accettando di farsi tramite dei complotti della Compagnia (una multinazionale creata dopo la Guerra, il cui scopo è quello di ottenere il pieno controllo dell’economia Usa e stabilire così un nuovo ordine mondiale. Tramite appunto Caroline Reynolds, porta alla Casa Bianca il progetto di una legge sull'energia. I tentativi impiegati dalla Compagnia per prendere controllo dell'economia del paese passano attraverso transazioni illegali coperte dalla Ecofield, che è la società di Terence Steadman, fratello della Reynolds). La Reynolds diventa così complice dei mali della società americana, così come Pandora era stata causa delle sventure dei mortali.

La speranza sul fondo del metaforico vaso è quella portata da Michael Scofield, che decide di non arrendersi a un destino più grande di lui (e del fratello) e di combattere la Compagnia con la forza dell’ingegno e del sapere tecnico. In un flashback apprendiamo che Micheal all’inizio esita al mettersi in gioco per liberare il fratello (ancora non sa che Lincoln ha contratto ingenti debiti per permetterne l’istruzione). Una volta essersi deciso, si fa tatuare la mappa della prigione sulla schiena, sottoforma di creatura mostruosa: in questa esitazione/preparazione della “missione salvatrice” e nella scelta di farsi tatuare un mostro che raffigura la battaglia degli angeli e dei demoni (e in cui sono i demoni a prevalere) si vuole alludere al fatto che non c’è salvezza. Non esiste una vera possibilità di fuga: ciascuno di noi è condannato a un destino di morte (ce lo portiamo addosso, come il tatuaggio del protagonista). L’eroe lo sa (e difatti nel corso delle stagioni moriranno le persone a lui più care, tra cui l’avvocato Veronica Donovan e, nella terza stagione, la dottoressa Sara Tancredi (nella foto) - l’amore di Michael - entrambe uccise dai tentacoli della Compagnia). Non di meno agisce, come Prometeo che, donando il fuoco agli uomini, li rende consapevoli della loro caducità.

Perché solo nell’azione, per quanto destinata alla sconfitta finale (o forse proprio perché destinata alla sconfitta finale), è riposto il senso della nostra esistenza e la nobiltà del nostro essere.

NB Materiale non riproducibile perché depositato (tratto dalla tesi di laurea di Elena Redaelli)

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21 Ott 2009
alle 18:04

XIMENA

OK QUEREMOS VER SOMOS TU Y YO TERCERA TENPORADA Q PASA COLOQUEN LA YA YA YA YA LA QUEREMOS VER NO LOS ESPECIALES PORFAVOR YA

 

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