Il gossip TV cucinato da una under 30 ;)
La Tv, allo stesso modo della tragedia per i Greci, è diventata limen rituale dei nostri tempi. Si è ritagliata la funzione di spazio intermedio, ponendosi come un luogo privilegiato dell’esperienza del mondo. Davanti a serie Tv come Dr House e Lost ci proiettiamo in nuove vite e scivoliamo in un altrove virtuale, che ci regala emozioni reali. E’ però un’esperienza debole, a differenza di quella della tragedia greca: la lunga serialità non porta alla catarsi. Viene inscenato un “come se” in cui ci immergiamo, ma di cui, una volta tornati al mondo reale, non riusciamo a riportare che labili tracce. In questo post, proverò ad analizzare l'eco dei miti greci nelle serie Tv americane (oggi pubblico la prima parte).
ARCHETIPI DEL MITO GRECO RINTRACCIABILI NELLE SERIE TV USA:
• Dr House: la figura dello zoppo, che ha origini antichissime (solo colui che soffre può capire la sofferenza altrui), e quella del centauro Chirone (rapporto conflittuale tra maestro e allievo – Dr House e la sua équipe). Il dottor Gregory House è specializzato in malattie infettive. E’ una sorta di genio claudicante, che si sposta reggendosi su un bastone e si imbottisce di antidolorifici. Si occupa solo dei casi più difficili, e per arrivare a una diagnosi ragiona sempre per via deduttiva e senza quasi avvicinarsi al paziente (con lui ha un colloquio alla fine del caso, o quando deve costruire un’anamnesi, o quando – per guarirlo – vuole esplorare le motivazioni del paziente stesso). E’ scorbutico e provocatorio, non si tira indietro nell’azzardare. E’ insomma una figura anticonformista, che si avvicina alla parte più libera dell’uomo e che è portatrice di neopositivismo in un mondo traboccante d’incertezza. La serie spinge a interrogarsi sul dolore, la morte e il senso della vita.
• Medium: la figura di Medea, maga e madre. La storia è quella della praticante avvocatessa Allison Dubois, che scopre di avere poteri paranormali e li usa per risolvere i casi legati al suo lavoro. Il suo comunicare con l’Aldilà, nonché lo spostarsi tra vita e morte e sogno e realtà porta ad esorcizzare la paura per la morte.
• Lost : l’isola come condizione dell’anima (ha un retaggio millenario, un esempio è quello Ulisse sull’isola di Ogigia). La serie racconta le vicende di 48 sopravvisuti a un disastro aereo, bloccati su un’isola sconosciuta e apparentemente deserta. Il titolo allude sia ai perduti dell’isola che al tempo perduto della coscienza, di cui i naufraghi cercano di recuperare le dimensioni smarrite. Lost è costellata di flashback: la dimensione ignota che i personaggi si trovano a vivere è esplorata da questi ultimi andando indietro nel passato.
Sulle serie Tv americane:
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Anche io sento echi perduti in questo post (che mi dà spunti interessanti)...ma come procede il lavoro che ci sta sotto?? ;)
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alle 12:44
Elena
Questo è il cuore della mia tesi ;-)
Il sommerso oggi, il sommerso del sommerso spero al più presto!