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Luciano Pavarotti: ricordo di un tenore che era l'Opera lirica

Elena Redaelli avatar Giovedì 6 Settembre 2007, 18:41 in Personaggi di Elena Redaelli

All'inizio Luciano Pavarotti sognava, come molti bambini italiani, di diventare un calciatore, ma il suo destino era un altro.

Figlio di un fornaio dell'esercito, da ragazzo inizia a cantare nella Modena degli anni Trenta e per provare si esibisce in cucina, salendo in piedi sul tavolo dove suo padre lavorava.

Dopo intensi e rigorosi studi, Pavarotti debutta nel 1961 con la Bohème e conquista in pochi mesi il pubblico di tutto il mondo. Ben presto diventa uno dei più grandi, anzi il tenore più grande della sua generazione.

Ha il dono di quella voce incisiva profonda, capace commovuore e emozionare. tanto che la critica lo paragona al mitico Caruso.

In occasione dei mondiali di calcio, insieme ai colleghi Placido Domingo e Josè Carreras, fa conoscere l'opera e la musica classica a milioni di persone.

Tra le sue amicizie più care la principessa Diana, al fianco della quale ha combattuto per molte iniziative benefiche. Invitato a cantare in occasione della sua morte, Pavarotti declina l'invito "perché non avrebbe potuto cantare con il dolore in gola".

Diventa padre della piccola Alice dopo il secondo matrimonio, con Nicoletta Mantovani: per lui una nuova giovinezza.

Negli ultimi mesi, sapendo di dover morire, nelle conversazioni con i suoi cari Pavarotti esprime un ultimo desiderio: quello di raggiungere i genitori e trovare finalmente la pace.

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06 Set 2007
alle 23:48

ivana

la tua voce sarà sempre nella mia testa e nel mio cuore - ciao

big big luciano

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