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Set 0718

Intervista a Drupi, "Fuori target" in Italia, trascinante all'estero

Pubblicato da Elena Redaelli alle 18:45 in Interviste


Drupi, un grande ritorno con "Fuori target", nuovo album d'inediti, un titolo ironico o sbaglio?

Del tutto ironico. Lo abbiamo fatto ascoltare alle radio prima di uscire, mi hanno detto "No, è fuori target". Non so se è fuori target la mia faccia, la mia voce: il titolo è una provocazione.

Qual è la canzone dell'album a cui sei più legato?

Finalmente canto, quella che mi sta dando più soddisfazioni all'estero.

Spopoli nell'Est europeo, ma da 10 anni per i media italiani sei un oggetto misterioso, come te lo spieghi?

Se manchi dalla Tv dicono che sei finito. Io manco perché non ci sono trasmissioni dove cantare e suonare.

Tutti mi chiedono che fine hai fatto: faccio 50 spettacoli all'anno, giro il mondo, vorrei recuperare. Lancio un appello, se qualcuno ha bisogno di un cantante e non di un opinionista..

Che differenza trovi tra il pubblico italiano e quello dell'Est europeo che con te è così caloroso?

Sta facendo scalpore l'Est europeo perché abbiamo pezzi nelle top, ma stiamo andando bene anche in Germania, Francia. Non c'è differenza di pubblico.
Sono i media che cambiano un po', lì ti danno delle possibilità..ma io tengo duro.

So che hai iniziato nelle balere del Pavese e ti guadagnavi da vivere anche come idraulico, benzinaio. Cosa rimpiangi di quel periodo, cosa ti ricordi?

Eravamo poverissimi. Rimpiango l'età, è stato bello, ho avuto un'infanzia felicissima, fare l'idraulico era dura.

La musica ti ha fatto conoscere anche tua moglie, Dorina Dato, con la quale hai anche scritto l'album, come l'hai conquistata?

Forse lei ha conquistato me..lei è la voce storica.

Tra l'altro la chiamavi Drupina, il tuo Drupi da dove arriva ?

Non ero io che la chiamavo Drupina, ma un giornalista di Famiglia cristiana.

E' un soprannone che mi hanno dato da bambino, a una recita ero un diavoletto che si chiamava Drupi. E' rimasto. Quando ho fatto il primo disco non lo volevo, sono stati quella della Ricordi, mi è rimasto appiccicato.

So che sei stato soprannominato anche cow boy della Lombardia..

Preferirei il cow-boy del Texas, per il mio amore per i cavalli, sono le fantasie del bambino. Tex Willer era la libertà, quelli che avevamo noi erano cavallacci da tiro, se saltavi in groppa t'ammazzavano.

Hai una voce molto roca..

Tra i miei idoli c'è Ray Charles. Con lui impari a cantare in un modo che poi ti rimane addosso.

Un tuo sogno ricorrente?

Di volare..come uomo l'ho realizzato: vivere con la musica.

Il tuo rapporto con i fan

E' e resta una delle cose più importanti, ti danno la possibilità di vivere con la musica.

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