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Michelangelo Antonioni: oggi l'addio al regista dell'incomunicabilità

Elena Redaelli avatar Giovedì 2 Agosto 2007, 12:06 in Film di Elena Redaelli

"Penso che gli uomini di cinema debbano sempre essere legati, come ispirazione, al loro tempo. Non tanto per esprimerlo nei suoi eventi più crudi e tragici, quanto per raccoglierne le risonanze".

Diceva così Michelangelo Antonioni, e dal suo primo lungometraggio, Cronaca di un amore, fino al più recente, si è ispirato alla realtà, ha scandagliato i conflitti e i sentimenti dei protagonisti dei suoi film.
Si è spento serenamente nella sua casa di Ferrara, la città dove era nato nel 1912. Accanto a lui, la moglie Enrica Fico.

Tutto il suo cinema era ispirato ai vissuti interiori, tanto che è stato ribattezzato come il regista dell'alienazione e dell'incomunicabilità.

Tra i suoi film Il Grido e L'avventura (1960), con cui vinse il Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes.

Ma anche Deserto Rosso - con Monica Vitti, alla quale è stato legato - che gli fruttò il Leone d'oro alla carriera e Blow up, che gli valse la Palma d'oro al Festival di Cannes nel '67.

La malattia lo sorprese nel 1995, limitandolo nell'uso della parola, e tuttavia Antonioni non si arrese, lavorando ancora, questa volta accanto a Wim Wenders, con cui firmò Al di la delle nuvole.

Ieri in Campidoglio la Camera ardente.
I funerali si terranno oggi a Ferrara.

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