Il gossip TV cucinato da una under 30 ;)
Ripercorriamo la quinta edizione del Grande Fratello, la più scialba, con la speranza che Alessia Marcuzzi riesca a convincere Mediaset di impiegarla in qualche format meno logorato e di evitarle il calderone del Grande Fratello 7.
Alla quinta edizione di Grande Fratello (che era condotto ancora da Barbara D'Urso, e non dalla Marcuzzi) hanno preso parte dodici concorrenti (sei maschi e sei femmine), mai incontratisi prima (ad eccezione di quattro di loro, due coppie di coniugi).
Hanno convissuto per 71 giorni (anziché i 100 delle scorse edizioni), in un grande appartamento a Cinecittà (Roma) che comprendeva al suo interno anche una suite e un tugurio. L’unico loro contatto con il mondo esterno era il Grande Fratello (impersonato a turno dagli autori del programma), con cui i partecipanti potevano comunicare entrando nel confessionale.
Ogni movimento e parola delle dodici persone era poi immortalato da telecamere e microfoni, posti in ogni angolo della casa. Il ridotto budget a disposizione dei reclusi costringeva questi ultimi a interagire per risolvere i problemi. Settimanalmente, per incrementare tale budget, era loro assegnato un compito, di natura fisica, psicologica o intellettuale, sulla cui riuscita (decretata dal Grande Fratello) i partecipanti scommettevano fino al 50 per cento della somma a loro disposizione. Il migliore e il peggiore della prova, inoltre, venivano rispettivamente premiati e puniti dal Grande Fratello con l’entrata nella suite e nel tugurio (dove erano sottoposti a umilianti lavori di tipo manuale), accompagnati da un concorrente a loro scelta.
Ogni settimana, poi, ciascun partecipante entrava nel confessionale e nominava due suoi compagni, indicandoli come quelli da eliminare (o meglio, da sfrattare). I due che ogni volta ricevevano più nomination erano sottoposti al giudizio del pubblico (con ruolo di sanzionatore), al quale spettava la scelta dell’eliminato e, nella parte finale del gioco, del vincitore, ricompensato con un premio in denaro (da cui sono stati scalati i pernottamenti in suite dell’intero gruppo).
Grande Fratello, nel corso di questi cinque anni, a detta di Sanguanini, si è rivelato un evento mediale, che rompe la routine televisiva per divenire una cerimonia in diretta e al quale assiste un’alta porzione di audience (la quinta edizione, per esempio, ha ottenuto 6 milioni di spettatori in media). Grande Fratello, durante la sua programmazione, è diventato argomento privilegiato dell’arena pubblica (Meyrowitz), ed è stato capace di far interagire diversi media (Tv generalista e satellitare, Internet, telefonia mobile, teletext, carta stampata e radio), che gli hanno fatto da cassa di risonanza. L’identità di format di Gf, quindi, è stata rafforzata proprio dalla differenziazione dei canali e dei discorsi che hanno composto il testo complessivo del programma.
In concreto, questa rottura della routine televisiva si ritrova fortemente nell’edizione 2004 del programma, quando uno dei concorrenti, Guido Genovesi, è stato squalificato per avere pronunciato una bestemmia in diretta. Il suo caso è stato affrontato in una puntata ad hoc, che si è tenuta di domenica, anziché di giovedì, andando così a spodestare a sorpresa l’appuntamento con Chi vuol essere milionario di Gerry Scotti.
Tale invasione, all’apparenza dettata da un avvenimento forte (l’esclusione di un concorrente, legata a motivi disciplinari ed etici, al di là degli usuali meccanismi di eliminazione), si giustifica invece con ragioni legate alla logica della rete. Canale 5, che due autunni fa, in piena fascia di garanzia, si trovava al di sotto degli ascolti medi promessi agli inserzionisti dalla concessionaria pubblicitaria, è dovuto ricorrere alla sostituzione del quiz con il reality per recuperare il terreno perduto con il deludente rendimento in termini di share della fiction Cuore contro Cuore, poi sospesa. Grande Fratello è dunque un format che ha trasformato un programma in un evento che si celebra quotidianamente, ma soprattutto settimanalmente.
Come anche i reality L’Isola dei famosi e Campioni, la programmazione di Grande Fratello è divisa in una puntata breve quotidiana, composta di highlights, e una puntata settimanale, condotta da Barbara D’Urso, considerabile un talk show a tutti gli effetti.
· DINAMICHE FRA GENERI: la formula di Grande Fratello contiene innesti di generi differenti. Nel dettaglio: l’informazione (ritrovabile, all’interno del programma, nei collegamenti in diretta ed esemplificata nella figura di Marco Liorni, inviato speciale presso parenti e amici di ogni concorrente e presso la casa di Cinecittà), il talk show (il confronto tra eliminati, diretto dalla conduttrice-moderatrice Barbara D’Urso, su un tema o un evento specifico), la fiction (di cui il reality propone la scansione narrativa entro cui è inquadrata la ricostruzione di storie personali coronate da un lieto fine), il varietà (di cui è mimato il meccanismo di collegare o contrapporre momenti diversi della trasmissione), il game show (prove e giochi sostenuti dai concorrenti per aumentare il budget a loro disposizione. Intervallano la diretta del giovedì sera), e la Tv-verità (l’attribuzione allo spettatore di un ruolo attivo. Infatti, quest’ultimo decreta chi eliminare tra in concorrenti in nominations e quale sarà il vincitore finale tra quelli rimasti in gioco)
· SPAZIALIZZAZIONE: lo spazio televisivo di Grande Fratello, in cui vengono sospese alcune delle regole del comune vivere per essere sostituite con altre di tipo televisivo, è lo spazio dell’osservazione totale e si compone di vari livelli: lo spazio sociale della casa, quello “altro” del confessionale, del tugurio e della suite; lo studio dove avviene il talk show; lo spazio-soglia di collegamento tra casa e studio.
Vi è poi lo spazio virtuale della provenienza, che appare nei filmati montati come servizi giornalistici, in cui si cerca di rendere completo il profilo di ogni personaggio andandone a indagare il passato. Uno spazio che non bisogna ignorare è infine quello del backstage e dell’apparato produttivo, banditi dalla televisione per fingere che al di là della diegesi non vi sia alcuna azione.
· TEMPORALIZZAZIONE: ciò che accade all’interno della Casa costituisce un flusso (inevitabile è il paragone con l’immagine della neotelevisione di flusso), su Sky potenzialmente osservabile in tempo reale e in diretta. Le puntate quotidiane danno invece impressione di poter controllare l’evento. Altra cosa da sottolineare è che il Grande Fratello ha reso possibile la messa in onda dei tempi vuoti, che in Tv sono normalmente compressi o eliminati.
· PUNTI DI VISTA: l’enunciatario-pubblico vive in una condizione di continua soggettiva, è un osservatore eternamente prossimo e presente, e mai partecipante.
NB Materiale con copyright tratto dalla tesi di laurea di Elena Redaelli, dal titolo Il circuito informativo tra telegiornale e reality show
Sull'argomento leggete anche:
Grande Fratello 6: i lettori di TvBoomerang hanno azzeccato il nome di un concorrente
Reality show: piaga sociale o rivoluzione televisiva? (su Guido Genovesi, Grande Fratello 5)
Il Grande Padre, ovvero il Grande Fratello come genere televisivo puro (ipotesi di Ernesto Siciliano di Metaformat.blogosfere.it)
Ok, Elena, lo inserisco al prossimo aggiornamento settimanale della Guida:)
Grazie anche per il link al mio vecchio post. E' uno dei primi che ho scritto, ed esprimevo un idea in modo non chiaro alcuni punti. Ti rubo un po' di spazio per chiarirlo. Sono d'accordo con te che il reality show si attua come incrocio di vari generi, fiction e talk su tutti. Sostenevo però un concetto diverso, che riguarda la Tv della realtà, comprendendo in essa i reality "spettacolo" e la real tv in forma pura, come il semplice filmato sull'incidente o la rissa, o più costruita, compresa l'italiana Tv verità. Il meccanismo base di questo genere è la documentazione della realtà: ed è questo ,e solo questo, il linguaggio che considero più "puro",non mediato da altri generi della Comunicazione. Registrare i fatti così come accadono, anche nell'ottica molto elaborata ed etero-diretta del reality show che finisce per approdare al complesso ibrido da te così bene vivisezionato, è Un codice più autoctono del territorio televisivo, meno contaminato da forme non televisive. Il classico Varietà,invece, ricostruisce ad es. uno spettacolo con numeri vari, trasferendo lo schema dell'avanspettacolo teatrale in tv; il Talk, ripropone una forma di dialogo tipicamente radiofonica, il Tg aggiunge le immagini al Giornale, ecc. La real tv mi pare che invece sperimenti un lessico originale, non derivato, che potrebbe avere attinenza solo con il documentario, da cui cmq si distingue nettamente per la sua dimensione temporale..Ma il reality show non è cmq un genere puro: su questo sono pienamente d'accordo, avevo scritto in modo maldestro!
grazie! ma come si puo' prevedere l'elemento imprevedibile?
Ciao Alice,
ogni programma si regge in una scaletta (sua versione più ricca è il copione), dove si prevede tutto: le scene, i personaggi, le inquadrature, le battute..
Certo, nei reality c'è più libertà, ma ti assicuro che nulla rimane imprevisto.
La dinamica è causa-effetto, per questo il reality show non potrà mai essere lo specchio della realtà. L'imprevedibilità è un concetto che non esiste per gli autori :)
Ciao Ernesto, grazie! :)
Certo che puoi inserirla nella tua guida!
Ho a mia volta linkato il tuo pezzo nel post.
Sull'argomento purtroppo abbiamo tesi divergenti, io credo che il reality show sia un innesto di generi, piuttosto che un genere televisivo puro, ma rispetto comunque la tua ipotesi.
D'altronde questa è la neotelevisione, la contaminazione è il cardine su cui si reggono i programmi Tv..
Complimenti, splendida analisi, Elena! Posso inserirla tra i documenti della mia Guida per autori di Tv e Media, assieme magari ad altri estratti della tua tesi? Proprio ieri avevo aggiunto uno studio sul Reality con i pareri dei più importanti critici e autori, Grasso, Taggi, ecc.
A proposito di Grande Fratello, vorrei aggiungere alla tua analisi un'ossevazione che avevo fatto in questo post http://format.blogosfere.it/2006/01/il_grande_padre.html , in cui sostenevo che con The Big Brother nasce il primo genere televisivo puro (seppur con attinenze al documentario) che non deriva da altre forme di Spettacolo e Comunicazione, come il Varietà dal Teatro, l'informazione dai Giornali, il talk show dalla Radio, ecc..Che ne pensi?
come in scaletta? mi spiegate?
Non è che è tutto pilotato, è che è tutto previsto dalla scaletta, più o meno. E' diverso :)
Vale, non sapevo della Pierelli! Per fortuna il mio portatile ora è a posto, se no era un disastro con gli aggiornamenti..
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alle 14:55
Grande Fratello
ma che pilotato e pilotato..chi segue la diretta 24h su 24 sa benissimo che Grande Fratello è l'unico reality puro, in cui i protagonisti sono i ragazzi e sono solo loro a scrivere la loro storia. Gli unici "pilotati" sono quelli che sostengono che il GF è pilotato. Sono pilotati da quelli che per avere un briciolo di considerazione diffamano il programma. Benvenuti alla grande mensa del Grande Fratello.