Il gossip TV cucinato da una under 30 ;)
Paolo Borsellino senza omissis, Sicuramente ricorderete tutti il film per la Tv targato Mediaset Paolo Borsellino, trasmesso nel novembre 2004 su Canale 5 e dagli ascolti record (11 milioni). Interpreti d’eccezione Giorgio Tirabassi, nel ruolo del giudice Borsellino, ed Ennio Fantastichini, in quello di Giovanni Falcone. La fiction, diretta da Gianluca Tavarelli e prodotta da Pietro Valsecchi per la TaoDue Film, ripercorreva, attraverso la vita del noto giudice Antimafia, 15 anni di storia italiana.
Ebbene, nella ricostruzione storica della vita di Borsellino, vi sono degli omissis.
Primo fra tutti (e anche il più eclatante), un'indagine svolta dalla procura di Borsellino in merito ai rapporti tra l'ex presidente del Consiglio, Marcello dell'Utri e il mafioso Vittorio Mangano, che nell'arcorese Villa Casati ricopriva il ruolo di stalliere.
Borsellino ha rilasciato un'intervista sull'argomento (due mesi prima di morire e due giorni prima dell'attentato in cui rimase vittima il collega Falcone) a una Tv francese.
Tale prezioso documento, in formato video, è stato sbobinato in L'odore dei soldi, volume scritto da Elio Veltri e Marco Travaglio. Non è mai stato trasmesso dalla rete transalpina in questione, e dalla Rai è stato mandato in onda in una sola occasione (nientemeno che in terza serata, passando ovviamente sotto silenzio), come precisano i due autori nella loro opera.
E' scomparso per otto anni, e se ne possiede una versione solo grazie alla figlia di Borsellino, che ne ha conservata una copia.
Tratto da www.indicius.it/archivio/borsellino.htm
Ecco la trascrizione dell'intervista rilasciata dal magistrato Paolo Borsellino il 19 Maggio 1992 ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, così come è andata in onda in televisione.
L'intervista del magistrato, trasmessa da un canale satellitare Rai e rifiutata da altre tv nazionali, è stata al centro delle polemiche scatenate dalla trasmissione Satyricon.
L'integrale della registrazione fu pubblicato nell'aprile del 1994 dal settimanale L'Espresso.
L'intervista si apre con una dichiarazione di Borsellino.
Borsellino: Sì, Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, e ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane. Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra.
Giornalista: "Uomo d'onore" di che famiglia?
Borsellino: L'uomo d'onore della famiglia di Pippo Calò, cioè di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia della quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitualmente a Milano, città da dove come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga, di traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.
Giornalista: E questo Mangano Vittorio faceva traffico di droga a Milano?
Borsellino: Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti risulta l'interlocutore di una telefonata intercorsa fra Milano e Palermo, nel corso della quale lui, conversando con un altro personaggio mafioso delle famiglie palermitane, preannuncia o tratta l'arrivo di una partita di eroina chiamata alternativamente, secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche, come magliette o cavalli.
Giornalista: Comunque lei in quanto esperto, può dire che quando Mangano parla di cavalli al telefono, vuol dire droga.
Borsellino: Si, tra l'altro questa tesi dei cavalli che vogliono dire droga, è una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo per traffico di droga.
Giornalista: Dell'Utri non c'entra in questa storia?
Borsellino: Dell'Utri non è stato imputato del maxi processo per quanto io ne ricordi, so che esistono indagini che lo riguardano e che riguardano insieme Mangano.
Giornalista: A Palermo?
Borsellino: Sì, credo che ci sia un'indagine che attualmente è a Palermo con il vecchio rito processuale nelle mani del giudice istruttore, ma non ne conosco i particolari.
Giornalista: Marcello Dell'Utri o Alberto Dell'Utri?
Borsellino: Non ne conosco i particolari, potrei consultare avendo preso qualche appunto, cioè si parla di Dell'Utri Marcello e Alberto, di entrambi.
Giornalista: I fratelli
Borsellino: Sì.
Giornalista: Quelli della Publitalia?
Borsellino: Sì.
Giornalista: Perché c'è nell'inchiesta della San Valentino, un'intercettazione fra lui e Marcello Dell'Utri in cui si parla di cavalli.
Borsellino: Beh, nella conversazione inserita nel maxi-processo, si parla di cavalli da consegnare in albergo, quindi non credo potesse trattarsi effettivamente di cavalli, se qualcuno mi deve recapitare due cavalli, me li recapita all'ippodromo o comunque al maneggio, non certamente dentro l'albergo.
Giornalista: C'è un socio di Marcello Dell'Utri, tale Filippo Rapisarda che dice che questo Dell'Utri gli è stato presentato da uno della famiglia di Stefano Bontade.
Borsellino: Palermo è la città della Sicilia dove le famiglie mafiose erano più numerose, si è parlato addirittura in un certo periodo almeno di duemila uomini d'onore con famiglie numerosissime, la famiglia di Stefano Bontade sembra che in un certo periodo ne contasse almeno 200, si trattava comunque di famiglie appartenenti a una unica organizzazione, cioè Cosa Nostra, i cui membri in gran parte si conoscevano tutti, e quindi è presumibile che questo Rapisarda riferisca una circostanza vera.
Giornalista: Lei di Rapisarda ne ha sentito parlare?
Borsellino: So dell'esistenza di Rapisarda, ma non me ne sono mai occupato pesonalmente.
Giornalista: Perché quanto pare, Rapisarda, Dell'Utri, erano in affari con Ciancimino, tramite un tale Alamia.
Borsellino: Che Alamia fosse in affari con Ciancimino è una circostanza da me conosciuta e che credo risulti anche da qualche processo che si è già celebrato. Per quanto riguarda Rapisarda e Dell'Utri, non so fornirle particolari indicazioni, trattandosi ripeto sempre di indagini di cui non mi sono occupato personalmente.
Giornalista: Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell'Utri, siano collegati a uomini d'onore tipo Vittorio Mangano?
Borsellino: All'inizio degli anni Settanta, Cosa Nostra cominciò a diventare un'impresa anch'essa, un'impresa nel senso che attraverso l'inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali, dei quali naturalmente cercò lo sbocco, perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all'estero e allora così si spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali.
Giornalista: Lei mi dice che è normale che Cosa Nostra si interessi a Berlusconi?
Borsellino: è normale che chi è titolare di grosse quantità di denaro cerchi gli strumenti per poter impiegare questo denaro, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro.
Giornalista: Mangano era un pesce pilota?
Borsellino: Sì, guardi le posso dire che era uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia.
Giornalista: Si dice che abbia lavorato per Berlusconi?
Borsellino: Non le saprei dire in proposito o anche se le debbo far presente che come magistrato ho una certa ritrosia a dire le cose di cui non sono certo, so che ci sono addirittura ancora delle indagini in corso in proposito. Non conosco quali atti siano ormai conosciuti, ostensibili e quali debbano rimanere segreti. Questa vicenda che riguarderebbe i suoi rapporti con Berlusconi, è una vicenda che la ricordi o non la ricordi, comunque è una vicenda che non mi appartiene, non sono io il magistrato che se ne occupa quindi non mi sento autorizzato a dirle nulla.
Giornalista: C'è un'inchiesta ancora aperta?
Borsellino: So che c'è un'inchiesta ancora aperta.
Giornalista (in francese): Su Mangano e Berlusconi a Palermo?
Borsellino: Sì.
Ognuno può avere l'opinione che vuole sull'argomento. Io che mi sono letta l'Odore dei soldi da cima a fondo, me la sono già fatta. Curioso e provvidenziale, comunque, che di questa indagine di Borsellino non si sia fatto cenno, nella fiction omonima.
ciao io ho visto il film ed è bellissimissimo siete stati tt bravissimi ciao spero di sentirvi presto ciao ciao
Ragazzi, purtroppo questa è l'Italia.
Però vi assicuro che anche parlare dello squallore dello show business è fare informazione di servizio :)
forse perrchè alice non è il blog adatto.. credo ci siano molti altri blog su blogosfere che possono essere utilizzati per quello che proponi :)
elena ma perche' invece di continuare a parlare di gente squallida come gli uomini e le donne di mario de pippis (la barale ora e' libera poveretta!) non parliamo e pubblicizziamo eventi culturali? cinema d'autore? incontri culturali? attori che riempiono i teatri? ora ci sara' un nuovo spettacolo che verra' trasmesso in tv di lella costa e balasso sui miti greci,perche' non utilizzare questoblog per fare pubblicita' a loro? basta con questa gente ignobile!!!
ho letto anche io da cima a fondo "l'odore dei soldi"..che dire...siamo in Italia, paese in cui purtroppo è normale che ai posti di comando arrivi gente dal passato o dal presente molto oscuro o raccomandati...per qunato riguarda questo "omissis" nella fiction..bè...un altro episodio che dovrebbe farci pensare e che dovrebbe spingerci a spegnere quella maledetta scatola con molta più frequenza
Ciao a tutti :)
anch'io ho letto l'odore dei soldi e ho la tua medesima opinione! un premier mafioso e plurindagato... avanti savoia!
squallore italiano!!!!!!!!!
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alle 11:32
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