Il gossip TV cucinato da una under 30 ;)
Ore 15.15: a Buona Domenica tra gli ospiti vi sono le letterine di Passaparola. Un programma che sta rischiando grosso, visto che in ascolti è costantemente battuto dal quiz concorrente di Rai 1, L'eredità. Un giorno devo assolutamente fare un censimento di tutte le vallette che si sono alternate al fianco di Gerry Scotti.
Per ora vi dico solo che una di loro, la new entry Anna Gigli Molinari (è quella con i capelli castano-rossicci lunghi fino alle spalle) ha tentato il provino per Passaparola cinque volte. Letterine non si nasce, si diventa a furia di insistere. La sua collega veterana, Michela Coppa, è invece conosciuta per essere la fidanzata del tennista Filippo Volandri. Non solo calciatori, dunque! Pubblicità.
Ore 16.00: Rettifico. Buona Domenica contro mamma Rai schiera proprio il buon vecchio binomio vincente letterine-calciatori, in una sorta di revival casereccio di Ballando con le stelle. Sossio Aruta, il re leone di Campioni, volteggia stringendo a sé la letterina Isabella. I suoi compagni del Vodafone Cervia non gli sono da meno e si contendono le altre. Alla fine della gara vincono Biagio Izzo e Katia Pedrotti del Grande Fratello 4. Momenti di alta televisione. Intanto, a Domenica In, Mara Venier (che da Buona Domenica prende sempre grosse batoste per quanto riguarda lo share) tenta di opporsi alla concorrenza parlando di chrurgia plastica. Bruno Vespa ha lasciato il segno.
Ore 18.00: Termina il confessionale di Sandra Mondaini da Costanzo, mentre Massimo Giletti dà il via alla staffetta con Pippo Baudo dopo averci estenuato con l'inflazionato argomento reality show. D'altra parte, in nome dello share si farebbe qualsiasi cosa: la Mondaini e Platinette, per esempio, si sono sdraiate per terra.
Ore 18.05: Paura e panico a Serie A. Paolo Bonolis dà forfait causa influenza, e una Monica Vanali terrorizzata dalla responsabilità fa da one woman show. Primo errore: sbaglia la location di Chievo-Empoli, e dal sottofondo le urlano "Veronaaa!".
E se dovesse
capitare che la giornalista padovana da sola fa più ascolto di Bonolis? Ipotesi non così lontanamente probabile, visto che Bonolis non ha mai vinto contro Ieri, oggi e domani di Pippo Baudo.
Ultimi aggiornamenti: e difatti Bonolis sembra voler lasciare il timone...
Mediaset annuncia che si sta lavorando in serenità per risolvere il problema di quello che su Tgcom è definito un programma "sfidante"..?!
Passaparola quest'anno è teribile, per dirla tutta è una trasmissione senza ritmo, sembra una minestra riscaldata.
Una curiosità, ma la Platinette e la Mondaini poi sono riuscite a rialzarsi?! sic!
Non che Amadeus & co. siano meglio!! Con le freddure di Jurgens e le filastrocche della Civitillo (lasciamo perdere la scossa perché ormai...) hanno toccato il fondo!!
Potrebbe essere. Però non credo sia la vera ragione. Passaparola rivoluzionato è molto lento (le letterine parlano, ho detto tutto) e sembra un gran calderone di giochini che hanno il loro culmine nella ruota finale. D'altra parte, l'obiettivo di Passaparola non è battere L'eredità, ma fare da traino al Tg5, quindi conquistare il maggior numero di spettatori negli ultimi minuti. Per cui...non ne ho idea!
Secondo me Ele, Passaparola perde contro l'Eredità preché quest'ultima è stata astutamente divisa in "L'Eredità", la trasmissione normale fino alle 19:45 circa (prima delle anticipazioni del Tg1) e poi "L'Eredità-La Sfida" (dopo le anticipazioni col gioco finale). Dimmi se sbaglio, ma negli ultimi tempi, quando guardo i dati Auditel, ho notato che "L'Eredità" fa circa 6mln e "L'Eredità-La Sfida" sui 3.5mln. Prima invece, l'intero programma non toccava i 6 mln!
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alle 19:03
NICOL
GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT
Vergognati, Maurizio!
di Antonello De Pierro
E' un grido di dolore quello che si leva da qualche mese dal mondo della cultura, dopo che la televisione ha catapultato nelle case degli italiani il discusso programma denominato "Grande Fratello", creando un prodotto inconsistente, che è stato immediatamente e incomprensibilmente rapito dalle cronache dei media. E quando parlo di cultura naturalmente mi riferisco a quella con la c maiuscola, quella dei grandi (purtroppo pochi) uomini, quella nella sua accezione più ampia, quella che ha da sempre rifiutato di nutrirsi di surrogati ideologici e di imparare la lezione della buona ipocrisia, tanto amata dai più. Eppure la televisione, che ormai da anni affoga in una programmazione demenziale, diseducativa, ripetitiva e scadente, ci aveva abituati da tempo allo squallore delle telenovelas e della soap opera, incollando ai teleschermi il popolo televisivo delle casalinghe, col grembiule al ventre, che tra un bucato e l'altro, per innaffiare l'arido giardino della solitudine giornaliera, si incantavano e sognavano di fronte ai miti improbabili di "Beatiful" o di "Quando si ama". Si trattava sempre e comunque di artisti che, costretti da esigenze professionali e allettati da ingaggi stratosferici, legavano il proprio nome a produzioni di scarso valore culturale. Con il "Grande Fratello" si è valicato ogni limite di decenza, i colossali interessi economici hanno relegato in soffitta qualsiasi senso di moralità. Un manipolo di ragazzi comuni, messi per cento giorni a colloquio con l'occhio freddo di una telecamera "guardona", sbattuti davanti a pupille spalancate collegate a cervelli altrettanto ristretti, e scaraventati verso una notorietà di cartone non supportata da un'adeguata preparazione professionale. Un business ben congegnato, che ha affondato facilmente le radici in un terreno intriso di sottocultura e ignoranza, atto a spremere come limoni le illusioni di un gruppo di giovani che forse avrebbero potuto intraprendere carriere sicuramente più idonee alle loro attitudini, piuttosto che essere magnificati dai "polli d'allevamento" dell'Italia provinciale che si entusiasma di fronte a tutto ciò che passa sul piccolo schermo, ma essere sottoposti giustamente al mortificante rito dell'irrisione da parte delle vere teste pensanti nazionali. Ed ecco invece i vari Pietro, Salvo, Marina, Cristina, Rocco, Lorenzo, invasati da una droga che si chiama successo, correre con la naturalezza dell'inevitabile, a suon di apparizioni varie, verso un futuro incerto, segnato da suggestioni pseudo-professionali. Di fronte ad una tale situazione non posso avvolgere le mie parole nella carta zuccherata e rinunciare a dissotterrare l'ascia di guerra della polemica. C'è una categoria in Italia fortemente rappresentata, quella degli artisti veri, spinti dal comando imperioso di un'acrobatica passione per lo spettacolo, che annaspa da sempre nell'oceano della precarietà e vive costantemente in bilico sul baratro della disoccupazione. Le scuole di preparazione artistica ne sfornano a centinaia; basta girare i teatri, anche i più piccoli, per scoprire veri talenti, di cui l'Italia non è mai stata avara. E invece ecco apparire improvvisamente sulla scena Marina La Rosa, che ubriacata dalla popolarità riesce ad offendere finanche quei fotografi che da sempre hanno fatto la fortuna dei vip, definendoli "braccia rubate all'agricoltura"; la Sofia nazionale ancora venera i professionisti dei flash a raffica ( comunque c'è da dire che sulla Loren le brume del mito si sono posate davvero). Ma il prodotto più scandaloso si chiama Pietro Taricone, che calzando la sua normale faccia da bullo di paese riesce incredibilmente a vendere la sua presenza a fior di milioni nelle discoteche di provincia e nei suoi sogni lascia ingenuamente galleggiare un futuro alla Kevin Costner: l'importante è crederci, ma purtroppo il risveglio sarà doloroso e disastroso
E' già criticabile l'operazione, che ha messo a nudo il livello di sottocultura di gran parte degli italiani, ma purtroppo per i produttori televisivi, non è facile sacrificare i propri interessi sull'altare della cultura, della moralità e del buonsenso. Ma quando un giornalista di grande spessore, con vocazione da imprenditore, marcia con i cingoli sopra ogni principio etico-professionale, allora
il caso diventa inquietante. Quanta popolarità in meno avrebbero ottenuto i ragazzi "usa e getta" del "Grande Fratello" se non fossero stati foraggiati dall'ala protettiva di Costanzo, che li ha aiutati a continuare la semina dei germi di tutti gli aspetti deteriori dell'odierna società? Probabilmente i valori del grafico di notorietà sarebbero molto più modesti. Caro Maurizio, pesa su di te una forte responsabilità morale, sia nei confronti di quelli che il successo l'hanno cucito sulla propria pelle, strappando l'ago e il filo a rinunce e sacrifici fatti nelle scuole, nei teatri, nelle piazze, e sia nei confronti delle fasce più deboli dell'esercito dei telespettatori. Ho visto un giorno in un mercato un bambino giocare con dei soldatini e chiamarli con i nomi dei protagonisti del grande fratello. Hai sostenuto una trasmissione che, anche se con un ipocrita "bip" celava certe espressioni colorite, non dava comunque molto spazio all'immaginazione per capire, risultando quindi altamente diseducativa, tenuto conto anche della fascia oraria in cui veniva trasmessa. Sono tanti i petali di simpatia persi da te in questa occasione. Infine, colpito da un delirio di onnipotenza hai pensato bene di organizzare una puntata chiamata "Pietro contro tutti" in prima serata, con un Taricone versione re dei "coatti", con canotta strizzamuscoli senza maniche, a troneggiare sul palco del teatro Parioli, ingaggiando un vittorioso "braccio di ferro" a colpi di audience con "La Piovra", pellicola a interesse sociale in onda su Raiuno, mettendo a nudo ancora una volta, se qualcuno avesse avuto qualche ulteriore dubbio, il livello culturale dei telespettatori del "Maurizio Costanzo Show". Un'ennesima conferma di come un grande giornalista abbia potuto bruciare sulla graticola dell'interesse economico, perché audience per te vuol dire sponsor, non dimentichiamolo, la propria credibilità professionale. Del resto in nome dell'audience avevi già rifiutato di ospitare in trasmissione i rappresentanti del "Comitato Vittime del Portuense", perché chiaramente ventisette morti per te non hanno importanza, sono solo una lugubre contabilità di normale amministrazione giornaliera, di fronte al sacro inchino al potere dello sporco Dio denaro, a cui ti sei convertito e sottomesso. Vergogna!